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Corbezzolo, un frutto da scoprire
Il Corbezzolo, Arbutus unedo L., anche chiamato ceraso marino o albatro, appartiene alla famiglia delle Ericaceae, è una specie originaria del bacino del Mediterraneo, della costa atlantica dall’Africa settentrionale all'Irlanda, dall’Europa meridionale all’ Asia occidentale, ma è molto diffuso anche in California.
Il nome botanico, Arbutus unedo che significa “ne mangio uno solo”, gli fu attribuito da Plinio il Vecchio, che faceva riferimento al gusto povero dei suoi frutti. I romani gli attribuivano poteri magici e Virgilio, nell’Eneide, dice che i parenti del defunto erano soliti depositare rami di corbezzolo sulle tombe.
Il nome del monte Conero che sovrasta la città di Ancona deriva dal nome datogli dagli antichi greci, Komaros, cocomero, che in dialetto anconetano indica il corbezzolo.
Alberello sempreverde alto 5-6 m (a volte fino a 10 m), con portamento spesso da arbusto invadente, folto, vigoroso, scuro, molto ramificato, con rami giovani rossastri è,.
insieme a numerose altre specie arboree ed arbustive tra le quali la quercia da sughero ed il leccio, l’oleastro, il mirto e l’erica, un elemento essenziale dell’associazione vegetale nota come macchia mediterranea che caratterizza il paesaggio mediterraneo dal livello del mare sino all’alta collina.
Circa la presenza del corbezzolo sulla costa atlantica ed in Irlanda sono state elaborate due ipotesi. La prima che ipotizza una introduzione dell’arbusto da parte dei romani che apprezzavano notevolmente il corbezzolo ed una seconda che considera il corbezzolo una pianta indigena relitto di una specie presente prima dell’ultima glaciazione.
Si dimostra una delle specie mediterranee che reagisce meglio ai frequenti incendi. Infatti la sua capacita di emettere rapidamente nuovi turioni subito dopo il passaggio dell’incendio lo rende preponderante sulle altre specie e molto adatto al rimboschimento.
Il tronco presenta una scorza sottile, fine, regolare e divisa in lunghe e strette placche verticali di colore bruno-rossastro
Fiorisce in autunno ed il frutto impiega 12 mesi per raggiungere la piena maturazione. Pertanto in questo periodo la pianta presenta una miriade di colori dal bianco dei fiori, al verde delle foglie ed ai colori dei frutti propri delle varie fasi di maturazione dal verdastro quando non e' ancora maturo,al giallo nella fase intermedia, al rosso quando e' completamente maturo.
I fiori, ermafroditi, sono riuniti in grappoli penduli, con corolla bianco-giallastra o rosea.
La fioritura in autunno permette alle api di fare l’ultima riserva di miele prima dell’inverno ed il miele che ne scaturisce ha un profumo delicato, un colore scuro ed un sapore amaro, molto apprezzato in regioni quali la Sardegna.
C'è una farfalla dai colori meravigliosi che vive esclusivamente su questa pianta e perciò è chiamata "farfalla del corbezzolo".
Il frutto è una bacca piccola di forma variabile dalla appiattita alla rotonda, l’epidermide è aranciata o rossastra, irta di numerosi e piccoli tubercoli, mentre la polpa ambrata è ricca di un numero variabile di semi. Il frutto edule e ricco di zuccheri e vitamina C, sin dall’antichità è considerato poco pregiato per il consumo fresco ed a questa sua peculiarità è dovuto il nome latino unum edo che significa uso moderato: gli zuccheri si trasformano facilmente in alcool dando euforia a chi ne consumi troppi. Il corbezzolo era molto apprezzato dai Greci perché li mandava in uno stato di ebbrezza ed ogni anno in suo onore organizzavano una festa durante la quale consumavano tanti di questi frutti da divenire ebbri e quindi con un carattere più socievole verso il prossimo.
E' una pianta che si riproduce facilmente sia per seme che per talea; cresce spontanea, ma anche coltivato, in siepi e come pianta ornamentale.
E’ molto limitato l'utilizzo allo stato fresco, mentre, invece, è abbastanza consistente come prodotto trasformato in marmellate, gelatine, sciroppi, succhi, creme, salse e canditi.
Dalla loro fermentazione in Algeria ed in Corsica si ricava un vino chiamato “vino di corbezzolo”, mentre in Sardegna il frutto si lascia macerare in acqua e poi si distilla per la produzione di una acquavite con proprietà digestive.
Dai frutti, dalle foglie e dai fiori si estraggono dei principi attivi con proprietà astringenti, antisettiche, antinfiammatorie ed antireumatiche.
La corteccia contiene tannini utilizzati industrialmente, per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli.
Viene utilizzato nel settore florovivaistico per scopo ornamentale. La contemporaneità della presenza sulla pianta dei fiori e dei frutti con tutti i loro colori accresce il valore ornamentale della pianta.
Il corbezzolo, inoltre, rappresenta una fonte alimentare importante per gli animali che vivono nella macchia. Lo stemma della città di Madrid è rappresentato dall’immagine di un orso che mangia un corbezzolo
Per tradizione i frutti si conservano all'ombra, in sacchetti di carta o di tela, in luoghi asciutti e ventilati.
La ricerca dell’uso gastronomico di questo frutto ci ha portato a scoprire
Tournedos di Angus in salsa di corbezzolo con tortini di verza e patate
Prendere circa 200 gr di corbezzoli maturi, lavare ed eliminare i piccioli ed eventuali altri corpi estranei. Mettere in una pentola con un filo d’acqua e lasciare cuocere fino a che non si siano squagliati, aggiungere del sugo di arrosto od, in mancanza, della demi glace ed un cucchiaio di panna da cucina, mescolare e lasciare cuocere fino a che non si ottenga una salsa consistente, ma fluida e ben amalgamata.
Prendere mezza verza e quattro belle patate e mettere a cuocere separatamente (le patate con tutta la buccia), scolare, pelare le patate e tagliare il tutto molto finemente. Disporre in una terrina, aggiungere due rossi d’uovo, condire con sale e pepe quanto basta, lavorare con le mani fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Prendere degli stampini per forno, imburrare accuratamente, riempire con il composto, mettere a gratinare nel forno a 200° per circa 5 minuti.
Nel frattempo prendere 4 filetti di angus argentino da 150 gr cadauno (uno per ciascun commensale) cuocere al sangue disporre nei piatti individuali, versare sopra della salsa di corbezzolo, disporre a fianco i tortini di verze e patate appena sfornati e tolti dalle formine e portare a tavola caldi.
Corbezzoli sciroppati
lasciare asciugare su un panno e, quindi, mettere nei vasi di vetro cercando di non lasciare tanti spazi vuoti e nello stesso tempo di non pressarli troppo. Aggiungere zucchero pari al 50% del peso dei corbezzoli, qualche strisciolina di buccia di limone non trattato e qualche erba officinale fresca tipo limoncella. Coprire con alcool, chiudere il vaso ed agitare per distribuire bene l’alcool e lo zucchero e per facilitare lo scioglimento di questo ultimo.
Conservare in luogo fresco e buio ed ogni tanto agitare.
A primavera i corbezzoli saranno ancora del loro colore originale e pronti per guarnire dolci e dessert vari.
Marmellata di corbezzoli
Prendere i corbezzoli, eliminare i peduncoli ed altri corpi estranei, lavare accuratamente e mettere a bollire per pochi minuti. Togliere dal fuoco, passare al setaccio, pesare la polpa che ne risulta, aggiungere una pari quantità di zucchero e la buccia di mezzo limone ed lasciare addensare a fuoco moderato, girando frequentemente. La marmellata è pronta quando il mestolo rimarrà fermo verticalmente nella purea.
Togliere dal fuoco, versare in vasi di vetro accuratamente lavati ed asciugati, chiudere il coperchio con la marmellata ancora calda e conservare in luogo fresco, asciutto e possibilmente buio.
Decotto Di Corbezzolo
Prendere 40 gr di radici di corbezzolo secche e tagliate a pezzetti, mettere a mollo in un contenitore con 100 cl d’acqua e lasciare macerare per una notte.
Mettere sul fuoco e lasciare bollire a fuoco basso fino a che non si sia ridotto ad un terzo.
Togliere dal fuoco, lasciare raffreddare e filtrare solo al momento dell’uso.
E’ un coadiutore alla lotta all’arteriosclerosi: un bicchiere la mattina a digiuno per tre giorni e ripetere la cura ad intervalli regolari.
2007.09.14
da italiaetnica.it
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