La cucina ethnica a
Roma

Castagna d'acqua, un frutto da scoprire
La castagna d’acqua, Trapa-natans, è una pianta erbacea acquatica è originaria di gran parte dell’Asia, ma da lungo tempo è stata introdotta in Europa e nel Nord America. E’ costituita da una rosetta di foglie galleggianti, dentate a forma di ventaglio, di colore verde scuro rivestita da una peluria finissima nella parte superiore e glabra nella parte inferiore, con fusto sommerso, non ramificato, ancorato al fondo melmoso mediante le radici avventizie che partono dai nodi del fusto. Le foglie sommerse hanno la forma sottile ed allungata, mentre quelle al di sopra della superficie hanno forma romboidale.
In primavera produce fiorellini che vanno dal bianco al rosa ed ogni fiore in estate diventa un frutto legnoso a forma di trottola munito di uncini che contiene un unico seme carnoso.
In autunno il seme cade in acqua ed affonda trattenuto al fondo dagli uncini.
A primavera germoglia e forma la nuova pianta.
Il frutto della castagna d’acqua, o meglio il seme, è commestibile ed è ricco di fecola, zucchero, albume oli e ferro.
L’habitat ideale è costituito da stagni, paludi e zone lacustri o fluviali dove l’acqua è poco profonda e quasi stagnante, dal fondo melmoso e con temperatura che non vada mai al disotto di 0°. Se si verificano queste condizioni primarie la Castagna d’acqua diventa un’erba infestante e ricopre lo specchio d’acqua o buona parte di questo di un tappeto compatto di foglie.
Preferisce l’esposizione a pieno sole, ma si sviluppa senza difficoltà anche in situazioni diverse.
Normalmente la pianta nelle condizioni ideali ha una durata pluriennale. Qualora la temperatura vada al disotto dello 0°, la pianta muore, ma il seme ancorato al fondo in primavera provvede alla rinascita della pianta.
Per le sue caratteristiche può essere coltivata in vasche acquari abbastanza ampi all’aperto in cui far riprodurre pesci rossi di grosse dimensioni, sanguinerole, spinarelli o gambusie. Le piante costituiscono per gli avannotti fonte di cibo e di riparo, mentre il fondo melmoso e soprattutto non calcareo che favorisce la crescita della pianta favorisce anche la vita di vermiciattoli e simili che costituiscono il cibo dei pesci.
La Castagna d’acqua è usata come pianta ornamentale, in erboristeria, nella cosmesi e nell’alimentazione.
La sua funzione ornamentale si esplica soprattutto nell’abbellimento delle vasche con o senza pesci. Infatti piccole isole di questa pianta piazzate al centro di vasche da giardino permettono di rompere la monotonia dello specchio d’acqua.
Negli altri campi le parti che vengono utilizzate sono le foglie ed i frutti. Le foglie vengono raccolte in primavera quando sono più tenere, i frutti a maturazione da giugno ad agosto.
In erboristeria le parti utilizzate sono le foglie tenere ed i semi. Le foglie per uso estemo lenitivo e rinfrescante, i semi per uso interno quali antidiarroici e per uso esterno quali lenitivi ed astringenti.
In cosmesi si usa la farina dei semi che aggiunta all’altea, alla camomilla alla calendola ed ad altre erbe contribuisce alla realizzazione di maschere di bellezza per la pelle con proprietà rinfrescanti, rivitalizzanti e tonificanti.
In alimentazione si usano i semi bianchi e farinosi, dolci e dal sapore di nocciola,
Nei periodi bui dell’umanità la castagna d’acqua ebbe per le popolazioni delle pianure la stessa funzione che ebbe la castagna per le popolazioni delle colline e di montagna, quella di rappresentare in alcuni momenti l’unico cibo a disposizione per non morire di fame. D’altra parte il nome volgare di castagna d’acqua sta proprio a significare il ruolo primario di questo frutto nell’alimentazione delle popolazioni lacustri nei tempi di magra.
I semi venivano raccolti, essiccati e conservati come sostentamento invernale al posto dei cereali ben più pregiati.
I semi della castagna d’acqua possono essere mangiati crudi al naturale, lessati e conditi, come un qualsiasi legume, con sale, olio e qualche erba aromatica, passati nella pastella e dorati in padella, grattugiati per farce a pesci bianchi e per salse a pesci bianchi grigliati, nei sughi per paste asciutte con poco pomodoro, nei risotti e nelle zuppe, nelle frittate con
l’odore dell’erba cipollina e del cerfoglio, nei fritti misti e negli stufati di carne bianca.
La comparsa della pianta si fa risalire al cretaceo o miocene e pertanto gli abitanti delle palafitte delle pianure acquitrinose conoscevano e mangiavano questo frutto.
L’uso alimentare della Castagna d’acqua è andato decadendo solo negli ultimi decenni tanto è vero che entra con molte pietanze nelle tradizioni gastronomiche di parecchi paesi della bassa pianura padana e di quelli della fascia pedemontana, cosi come entra nelle tradizioni di molti altri Paesi.
Come di consueto riportiamo qualche esempio della presenza della Castagna d’acqua nelle tradizioni gastronomiche.

Zuppa di Castagne d’acqua
In una pentola mettere a scaldare tre cucchiai d’olio extra vergine d’oliva ed uno spicchio d’aglio e non appena questo comincia ad imbiondire unire un cucchiaio di farina, lasciare tostare rimestando continuamente, aggiungere un litro d’acqua e portare a bollore. Abbassare il fuoco, versare circa 300 gr di castagne d’acqua tritate, aggiustare di sale e lasciare cuocere a fuoco basso.
Una volta cotta togliere dal fuoco, versare in una terrina da portata e servire calda con a parte dei crostini di pane tostato.

Risotto con Castagne d’acqua
Prendere circa 300 gr di semi di Castagne d’acqua, spezzettare e mettere a rosolare in un tegame dove sono stati fatti riscaldare 4 cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva, aggiungere uno spicchio d’aglio tritato , lasciare insaporire per qualche minuto ed aggiungere 300 gr di riso. Fare tostare per qualche minuto, versare un mezzo bicchiere di vino bianco secco, lasciare sfumare e bagnare poco per volta con brodo vegetale.
Quando il riso è cotto al dente togliere dal fuoco aggiungere un cucchiaio di prezzemolo tritato ed uno di erba cipollina sempre tritata, mescolare accuratamente, versare nella terrina da portata e lasciare riposare per un paio di minuti.
Decorare con alcuni rametti di prezzemolo e di erba cipollina, aggiungere sopra, se possibile, 3 o 4 frutti di Castagne d’acqua e servire caldo.

Manzo con Castagne d’acqua (ricetta cinese)
Prendere mezza tazza di Castagne d’acqua grossolanamente tritate e due fettine di zenzero finemente tritate, versare in una terrina insieme a 500 gr di polpa di manzo tritata, aggiungere mezza tazza d’acqua, condire con due cucchiaini di maizena, due cucchiai di salsa di soia, un cucchiaio di olio, 1/2 cucchiaino di zucchero e mezzo di sale, un pizzico di pepe bianco appena macinato, amalgamare bene e disporre il composto in una terrina da fuoco rotonda del diametro di 20 cm.
Cuocere al vapore per 10 minuti, togliere dal fuoco, decorare con qualche frutto intero di Castagne d’acqua oppure con qualche seme intero leggermente tostato e servire caldo nella stessa terrina.

Tinche alle Castagne d’acqua con ortica
Prendere 4 tinche da porzione, eliminare le interiora, lavare accuratamente, asciugare e tenere da parte.
Prendere una decina di Castagne d’acqua, tagliare a fette grossolane e mettere in un tegame ampio dove è stato fatto riscaldare dell’olio extra vergine d’oliva unitamente a due scalogni tagliati a fettine, tre bicchieri di vino bianco secco e 100 gr di cime di ortica. Condire con sale e pepe appena macinato, portare ad ebollizione e lasciare bollire per cinque minuti.
Stendere le tinche nel tegame, coprire, abbassare la fiamma e portare a cottura avendo cura di girare le tinche ed aggiungendo, se necessario, altro vino.
Togliere dal fuoco disporre ordinatamente le tinche su un piatto da portata con i bordi, irrorare con il fondo di cottura, decorare il piatto con frutti di castagne d’acqua oppure con semi interi e portare a tavola calde.

da italiaetnica.it

Copyright © 2003 Akme' S.r.l. Marketing & Software